sabato 28 marzo 2015

MARATONA DI ROMA 2015 Il Mensile di Monteverde sul campo con gli atleti!


Quasi centomila gli iscritti alla 21esima edizione della Maratona di Roma che hanno sfidato le condizioni atmosferiche avverse per partecipare ad uno degli eventi più attesi dai podisti capitolini e non. Tra questi, per la categoria maschile, gli etiopi Abebe Degefa e Birhanu Achame, hanno  conquistato il podio occupando rispettivamente la prima e la seconda pedana, terzo l’italo marocchino Jamel Chatbi. Nono posto per Giorgio Calcaterra, che ha chiuso in 2h34’26” e che, dopo essersi sottoposto al test antidoping, ha ripreso la maratona per raggiungere i corridori meno veloci e condividere con loro gli ultimi tratti della gara. Anche nella categoria femminile l’etiopia si è riconfermata protagonista. Ai primi posti si piazzano rispettivamente Meseret Kitata Tolwalk, seguita dalla connazionale Alem Fikre Kifle; terza l’italiana Deborah Toniolo. La pioggia e il freddo hanno reso la gara più faticosa e complessa, gli atleti hanno riscontrato difficoltà in più momenti della gara, in particolar modo nei tratti in cui la strada asfaltata lasciava il posto ai caratteristici san pietrini romani. Il Top Runner italiano Ruggero Pertile (5° posto) ha dichiarato: “Ho cercato di fare la mia gara, ma oggi era veramente dura. Sui sampietrini scivolavo e non riuscivo a correre bene. Devo ringraziare tutto il pubblico che mi ha incitato molto...”. Ciononostante, il grande entusiasmo e la tenacia dei maratoneti hanno colorato la gara di forti emozioni.

giovedì 19 marzo 2015

I presagi di Ödön von Horváth al Teatro Vascello

La vecchia Europa, quanto diversa da quella attuale?

















Aveva solamente ventidue anni Ödön von Horváth quando scrisse Hotel Belvedere, nel 1923.
Ossessionato dall’incapacità che l’aristocrazia e la borghesia intellettuale mitteleuropea mostravano nei confronti delle utopie positive, Horváth fu il primo a riconoscere che dietro la facciata della grandezza si nascondeva in realtà un mondo volgare, malato, legato esclusivamente al potere del denaro.
Con la regia di Paolo Magelli e le eccellenti interpretazioni di Francesco Borchi, Daniel Dwerryhouse, Marcello Bartoli, Fabio Mascagni, Mauro Malinverno, Valentina Banci ed Elisa Cecilia Langone, lo spettacolo, in scena al Teatro Vascello dal 17 al 22 marzo, rappresenta un’Europa che sembra non allontanarsi poi molto da quella attuale.
Nel deserto e decadente Hotel Belvedere si intrecciano le vite di sette personaggi che portano allo scontro le classi sociali di una Europa profondamente impegnata a salvare se stessa distruggendo i più deboli.
Oltre a narrare le vicende della Seconda Guerra Mondiale, dunque, lo spettacolo mette difronte all’ineluttabile verità di una società attuale profondamente incrinata, attraversata dai medesimi conflitti che hanno caratterizzato il secolo a questo precedente.
Al desolato Hotel, nel quale la baronessa Ada von Stetten alloggia insieme ai suoi tre amanti, giungono il fratello della donna, Emanuel, al verde dopo aver perso tutto al gioco, e la giovane Christine, rimasta incinta di Strassen, uno degli amanti, nel corso dell’estate precedente.
E proprio Christine diviene il perno attorno al quale l’intera vicenda si snoda e si avvolge. I cinque uomini inventano una vile calunnia al fine di cacciarla dall’Hotel; sorpresi poi dalla notizia di una sua cospicua eredità, finiscono per litigarsela a scapito della baronessa, la quale decade da principale oggetto del loro desiderio ad un pezzo di carne ormai scaduto.
Il tutto è inserito in un ambiente che rappresenta perfettamente l’atmosfera dismessa di un albergo ormai in rovina: ampi spazi vuoti, arredati con qualche tavolini in marmo, poche poltrone e divani, sedie dallo schienale sagomato a violino; i personaggi si trovano ad interagire tra loro in un crescendo di azioni che passano dai rigurgiti, alle violenze fisiche, ad un continuo stappare e bere champagne, al divorare un’intera carta geografica dell’Europa prebellica.
Attraverso la caratterizzazione di una nobiltà decaduta, a più di novant’anni di distanza dalla scrittura del testo, con tensioni che non sono della stessa natura di quelle nate nel corso del secondo conflitto mondiale, lo scrittore austriaco traccia un profilo umano nel quale rimane comunque impossibile non riconoscersi almeno in parte.

sabato 14 marzo 2015

ATTORE DEL MESE: Denzel Washington fotografato da Fabio Gatto per " Il Mensile di Monteverde"

L'attore del mese del numero 3 di marzo 2013: Denzel Washington


E’ uno degli attori afroamericani più conosciuti e più amati al mondo.
Eclettico e versatile, perfetto in qualsiasi ruolo, lontano da qualsiasi tipo di gossip e senza macchie, Denzel Washington si laurea in giornalismo alla Fordham University di New York dove, grazie all’incontro con  rilevanti personalità del teatro, si appassiona fortemente alla recitazione.
Si iscrive, dunque, all’American Conservatory Theater di San Francisco dove perfeziona il proprio talento naturale.
Nel 1997 ottiene il primo ruolo di rilievo nel film tv Wilma di Bud Greenspan.
Proprio su questo set conosce Paulette Pearson che sposa cinque anni dopo e con la quale ha quattro figli.
Il vero e proprio debutto cinematografico dell’attore è datato 1981 con il film Il pollo si mangia con le mani, seguito dalla sua prima nomination all’Oscar per il film Grido di libertà di Richard Attenborough.
Giovanissimo ma estremamente professionale ottiene il premio Oscar come miglior attore non protagonista per Glory – Uomini di gloria, dove recita al fianco di Matthew Broderick e Morgan Freeman.
Washington passa dall’interpretare il grande avvocato di Philadelphia, alla difesa di un Tom Hanks malato di AIDS, per poi lavorare nel poliziesco Il rapporto Pelican e nell’adrenalinico Allarme rosso.
Ogni lungometraggio interpretato diviene un grande successo.
Nel 2001 partecipa alla 58° Mostra Internazionale del Cinema di Venezia per presentare il film Training day, di Antoine Fuqua, che gli vale l’Oscar 2002 come miglior attore protagonista.
Torna a recitare in un film di Fuqua nel 2014 per il film The Equalizer – Il Vendicatore, la storia di Robert McCall, un uomo che crede di essersi lasciato alle spalle un passato torbido per condurre un’esistenza tranquilla ma che dinnanzi alle minacce ricevute dalla giovane ed indifesa Teri (Cloë Grace Moretz) da parte di una banda di malavitosi russi, non riesce a stare a guardare e non può fare a meno di intervenire in suo aiuto.
Per Denzel Washington la forza che spinge il suo personaggio Robert McCall ad agire in difesa dei più deboli è un innato senso di giustizia.
“Robert McCall ha alle spalle un passato di cui non è orgoglioso, ed ora è in cerca di redenzione” spiega Washington.
Ed è proprio il desiderio di redenzione che porta il suo personaggio a scegliere una vita tranquilla.
“Sarà l’incontro con una giovane indifesa, sfruttata e minacciata, a fargli cambiare idea” conclude l’attore.

giovedì 12 marzo 2015

IL MENSILE DI MONTEVERDE ALL'ANTEPRIMA DEL FILM " LE LEGGI DEL DESIDERIO"

Silvio Muccino ritorna sul grande schermo con "Le leggi del desiderio" , la recensione sul numero di marzo 2015

Ogni giorno cerchiamo di realizzare un desiderio questo ci porta a modificare il nostro modo di essere, Giovanni Canton (Silvio Muccino) un life coach decide di dare un occasione di vita a tre persone, attraverso un concorso, che le porterà al raggiungimento dei loro desideri più nascosti e sfrenati in sei mesi. Canton è una specie di guru, un profeta moderno un po’ cialtrone che con le sue teorie porterà a grandi cambiamenti nell’insolito terzetto composto da: Maurizio Mattioli, Nicole Grimaudo e Carla Signoris. . Un grande cast, con la superba Carla Signoris in un ruolo ironico, moglie devota e segretaria di un vescovo  che nasconde un segreto la scrittura erotica.  Nicole Grimaudo è una piccola fiammiferaia nel look desiderosa di autostima e infine Maurizio Mattioli un disoccupato senza un soldo pronto a tutto per ritornare in pista Un film dallo stampo americano sia nell’immagine fotografica sia per il tema trattato, il life coach ovvero motivatore di vita è il figlio fortunato della crisi, che indirizza con i suoi consigli quale strada intraprendere per portarci ad essere dei vincenti. Ma questo meccanismo fa nascere una domanda dove è la maschera e dove è l’uomo? Ma poi chi l’ha detto che dovremmo essere tutti dei vincenti. Un film romantico, positivo, dove si si esce dal personaggio per calarsi nei sentimenti. Una pellicola fortemente incentrata su donne che  amano e hanno un bisogno impellente di amore, sono loro le vere protagoniste che danno un riscatto al sesso femminile, gli uomini sono solo spettatori. Un romantico Muccino che ci porta alla scoperta di noi stessi, forse questa è l’unica realtà da salvaguardare.


Scritto da Adele de Blasi
Foto di Fabio Gatto

lunedì 9 marzo 2015


Scoprendo il Casino del Bel Respiro.
Approfondimenti sul numero di Marzo del Mensile di Monteverde.